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Un luogo creato dalle donne per le donne |
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Libreria delle donne di Milano – Gruppo lavoro – ottobre 2009
Immagina
un
manifesto del lavoro delle donne e degli uomini
Il manifesto
1 Le autrici Pinuccia Barbieri, Maria Benvenuti, Lia Cigarini, Giordana Masotto, Silvia Motta, Anna Maria Ponzellini, Lorella Zanardo, Lorenza Zanuso. Donne di diverse età, esperienze, saperi, talenti. Da anni ci incontriamo, incontriamo altre donne e le ascoltiamo. Dal manifesto “Nel lavoro ci siamo e siamo pronte per dire quello che non ci va bene. E per assumerci nuove responsabilità insieme a nuove libertà.”
“Puoi dimostrare che non ha
senso separare tempo di vita e tempo di lavoro e quindi pretendi che
cambi il concetto di lavoro e di tempo di lavoro. E a partire
da qui, dal lavoro inteso come unità di lavoro retribuito e di relazioni,
pretendi di ridefinire l’economia, la teoria sociale e politica. … Tutto ciò
ipotizza un cambiamento di civiltà (primum
vivere) oltre che di misure e di regole economiche. … Non
possiamo più permettere che siano le condizioni di lavoro, spesso nemiche dei
nostri più elementari desideri,
a
cambiarci nell’intimo, come persone.” “La
debolezza dell’altra «Le cape sono le
peggiori.» È innegabile che il luogo comune, amato dai media (la guerra tra
donne eccita gli uomini) trovi riscontri nella realtà. Creare un mondo a misura
anche di donna è faticoso. Non si può evitare di attraversare la notte. Quel
rigore implacabile delle donne per le donne, e per se stesse prima di tutto, può
essere rabbia per la diversità dell’altra, paura di essere contaminata dalla sua
debolezza. Per guadagnare autorevolezza, signoria femminile, a volte basta fare
un passo ulteriore, colorando lo sguardo con l’ironia. “Vogliamo poter dire sì al lavoro e sì alla maternità senza sentirci obbligate a scegliere.” “Un’altra organizzazione del lavoro è possibile: non sono i desideri e i tempi delle donne che non sono adeguati al mercato del lavoro. È il lavoro così com’è organizzato che è lontano dalla vita di tutti, donne e uomini.” “Il patriarcato è morto: perfino la parola fa pensare al secolo scorso. Possiamo dire che è morto non perché non si manifesti più e siano scomparse discriminazioni e ingiustizie, anche raccapriccianti, ma perché è morto nel cuore delle donne: è questo che ne ha decretato la fine.” "È morta anche l'idea di parità, cioè l'esigenza di misurarsi con i paradigmi di un mondo regolato solo sugli uomini. … Più che essere pari agli uomini, oggi molte donne si chiedono piuttosto come diventare pari a se stesse: come cioè la società intera può ripensare le sue istituzioni e le sue regole alla luce anche della loro esperienza e intelligenza di vita." “Questo sapere politico, che per molte donne è nato dalla presa di coscienza femminista, oggi incrocia la domanda globale di una politica più giusta. Ma non è il trionfo del femminismo. Al contrario, per le femministe è il momento di voltare pagina.” “Moltissimi pensano che tutto questo sia impossibile e quindi vano e dannoso immaginarlo. Anzi, poiché pensano che sia vano e dannoso immaginarlo, dicono che è impossibile. Noi pensiamo invece che guardare oltre e forzare i confini dà vantaggi e fa crescere la libertà.”
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