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Non liquidate il femminismo italiano
Luisa Muraro, 19 dicembre 2010 (Il Sole 24 ore)

Nella galleria degli intellettuali italiani mancava l'inventore della politica sessuale, ora lo abbiamo. Mi riferisco all'articolo di Christian Raimo sull'inserto del Sole 24 ore, 12.12.2010, Vuoto maschile e vecchio femminismo, che disegna un quadro della arretratezza della cultura italiana per quel che riguarda donne/uomini e termina con "è venuto il momento di cominciare". C'è nelle parole di Raimo una supponenza ben nota che non fa certo sperare che assisteremo a qualche cambiamento. Parla con l'aria di avere scoperto lui che la cultura italiana manca di consapevolezza del grande cambiamento in corso nei rapporti fra i sessi. Ignora quasi tutto del femminismo italiano che ha visto il problema e ha parlato, per primo, della questione maschile. Raimo accenna a Luce Irigaray senza sapere del seguito che ha avuto e continua ad avere nella società femminile di questo paese e dall'alto della sua ignoranza liquida sprezzantemente il lavoro di una Marina Terragni. Quello che fa in sostanza altro non è che contribuire alla causa principale della arretratezza italiana, che è il narcisismo degli intellettuali maschi, la loro omosessualità mentale che li rende ignoranti della realtà femminile e il loro tenace attaccamento ai posti del potere culturale. Non si creda però che ciò valga per tutti gli uomini e neanche per la società nel suo insieme, perché la nostra società ha un sacco di problemi ma su donne/uomini sta cambiando in meglio.