Un luogo creato dalle donne per le donne

Siamo tre donne fra i 57 e i 66 anni. Femministe.

Ad un certo punto ci siamo incontrate, intrecciando tre vite di amori, artigianato, autocoscienza, balli, botanica, botteghe, case, cene, cinema, convegni, documentari, esposizioni, feste, figlie e figli, fotografie, giochi e giocattoli, hotel, immagini, incontri, lavoro, libri, magie, manifestazioni, nomadismo, occasioni colte e perdute, passeggiate, pensieri, progetti realizzati, questioni appassionanti, relazioni forti, scacchi, scrittura, separazioni, sport, trionfi, unioni, viaggi, volo libero, zaini, zoccoli… E oggi ci troviamo unite nel progetto delle Sciare. Seguendo i propri desideri ciascuna di noi ha un ruolo, nella conduzione e nell’organizzazione delle Sciare, legato alle singolari capacità, ai saperi acquisiti, alle personali inclinazioni.

FIORELLA CAGNONI

Fiorella Cagnoni
Fiorella Cagnoni

Sono nata a Milano, nel dicembre del 1947. Ho partecipato ai movimenti studenteschi del ’68 e ho militato in Tribuna Rossa e poi in Lotta Continua. Nel 1973 ho incontrato le donne del Collettivo di via Cherubini, alcune delle quali hanno fondato nel 1975 la Libreria delle Donne di Milano. Da allora sono unita a quella pratica e a quelle donne. Dal 1990 socia del Circolo della rosa di Milano di cui sono tra le fondatrici, partecipo dal loro avvio al progetto del Trust Nel Nome della Donna (2004), e de Le Sciare (2006). Ho curato con Maria Gregorio traduzioni dal tedesco per La Tartaruga (Gisela von Wisocki, La lanterna magica – Ombre Immagini Figure di donne, 1979) e con Sylvie Coyaud alcune traduzioni dall’inglese sempre per La Tartaruga (Adorata Creatura, il carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville West, Pensare e scrivere un giallo di Patricia Highsmith) e dal francese. Dal 2005 sono responsabile della collana La Chiocciola (Zane Editrice) che ha pubblicato libri di Marc De’ Pasquali, Sylvie Coyaud, Angela Cascone, Maria Enrica Castiglioni, e miei. Ho pubblicato vari libri, dal saggio Valle del Belice Terremoto di Stato (Contemporanea Edizioni,1975) al manualetto filosofico meditativo Quattro Gatti (Zelig 1995) a Due Racconti (La Chiocciola 2006). Ma la vera passione, ereditata da mia madre, sono i gialli. Nei miei libri Questione di tempo (La Tartaruga 1985), Incauto Acquisto (La Tartaruga 1992, La Chiocciola 2012), Arsenico (La Tartaruga 2001), Alice Carta in Inghilterra (La Chiocciola 2007), Pasqua Bassa con Delitto (La Chiocciola 2012) – rappresento e metto in scena la società femminile che mi circonda. Sto lavorando ad un nuovo romanzo con la mia “investigatrice per caso” Alice Carta.

LUCILLA PAGNANI

LUCILLA PAGNANI
LUCILLA PAGNANI

Sono nata a Roma il 14 maggio 1953. Ribelle e femminista fin dalla nascita, entro nel movimento studentesco dal 1969. La mia passione per la fotografia, il cinema e il teatro mi porta a fare pratica politica prima nel collettivo La comune di Dario Fo e poi, a seguire, alla San Diego cinematografica con Renzino Rossellini dove faccio i primi adattamenti di film politici e i miei primi audiovisivi. Organizzo eventi e manifestazioni come il concerto degli Inti Illimani al Palasport di Roma in occasione delle manifestazioni contro il golpe in Cile o l’Estate Romana a Forte Prenestino. Scopro che non sono sola a soffrire per le disparità della condizione della donna con il Collettivo femminista comunista di via Pomponazzi e con le prime assemblee al Buon pastore. Nel frattempo all’università, militando in Medicina Democratica, scelgo la riabilitazione neurologica specializzandomi in problemi di linguaggio. Mi sposo e faccio due figli. Divento docente di logopedia per corsi post laurea. Il lavoro in ospedale mi porta ad occuparmi sempre più di pazienti in coma e di risvegli. Dopo 15 anni le passioni del passato, mai realmente interrotte, ridiventano la mia occupazione principale. Lavoro in un’agenzia fotografica e poi in uno studio di produzione televisiva dove realizzo dialoghi per film televisivi, documentari e dove creo la prima scuola in Italia di video giornalismo, finanziata dal ministero del lavoro: una doppia azione positiva perché per la prima volta viene offerto prima alle donne che agli uomini un corso professionale altamente qualificato. Con i miei documentari cerco di raccontare realtà diverse e da anni sono particolarmente interessata alle società matrilineari ancora esistenti (ad esempio Guajiros). Da un anno ho incontrato e ho sposato il progetto delle Sciare.

GIOVANNA FOGLIA

GIOVANNA FOGLIA
GIOVANNA FOGLIA

Sono nata a Milano il 27 febbraio del 1956. A 21 anni ho incontrato a Milano il movimento, che aveva appena affittato la sede di Col di Lana. Ho partecipato ai primi progetti alternativi come Scalocchio e Le Cetine, ma poi quasi subito su un’idea di nomadismo sono partita per le Americhe, comprando a Filadelfia un enorme school bus che trasformato in camper mi ha accompagnata, insieme a tante altre donne, per sette anni di avventure tra Messico, Guatemala e California.

Mi sono poi fermata sull’isola di Cozumel costruendo da sola, piano piano, in 15 anni, 27 appartamentini che affittavo e affitto alle donne, anche attraverso le guide gay americane. Nel ’94 incontro il volo libero che diventa subito una passione dominante e rimango legata al cielo fino al 2000, Nel ’98, in Messico, passo da Cozumel a Xpu-Ha, sulla costa tra Playa del Carmen e Tulum, in una proprietà sulla spiaggia di 2000 metri quadrati, affacciata su un mare tra i più belli dei Caraibi (in foto).

Là mi sono costruita una casa sulla spiaggia, disegnandola sull’idea di un gabbiano: un corpo centrale rotondo in pietra e due ali in mattone rosso. Nessuna foto rende davvero l’idea.

Quando la costruivo vivevo ancora sull’isola, che dista una ventina di chilometri via aerea: così dirigevo l’opera trasportandomi con il favoloso gommone volante.

Ho vissuto a Xpu-Ha fino al 2007 quando vendo per finire l’opera delle Sciare. Nel frattempo, nel 2004, fondo dentro di me l’idea del Trust e la sviluppo con le compagne. E sempre nel 2004 assieme ad altre dieci donne rilancio il locale milanese Cicip rinominandolo Ricicip, lo ristrutturiamo totalmente sia nella veste dei muri sia in quella di associazione, e io ci metto molta energia e tempo – tanto da passare quell’anno 7 mesi in Italia e gli altri pochini in Messico. Si riesce a realizzare il Ricicip grazie a una donazione e un prestito del Trust. Si inaugura con successo e adesione di tutte le milanesi, si rivive una sensazione di benessere pluralistico. Anche da lì nasce la mia voglia di tornare a vivere in Italia. Decido di tornare quando e se troverò qualcosa di simile a là, a Xpu-Ha. Il Salento arriva tra il 2005 e il 2006 con suoi colori, la sua pace “lu sule, lu mare, lu ventu”. Oggi vivo a Malta e passo le mie vacanze alle Sciare praticando il mio desiderio di convivenza con le amiche che mi vengono a trovare.